mercoledì 21 maggio 2008

Via Francigena Half Marathon - parte 3

Ancora su domenica. Che dire, mi accorgo che ci andava proprio tanta passione. O meglio. Occorreva essere consapevoli che una volta in ballo si balla, anche per rispetto dei mesi passati a correre alla Pellerina come un criceto, con l’erba bianca dalla brina invernale, con il fango dell’acquazzone primaverile del giorno prima, con l’ipod shuffle che gira e rigira sempre le stesse canzoni (che noia!!!), con il vanto (che vanto, poi) di poter dire agli altri che “sono un runner” (che poi la prima gara su una distanza impegnativa come la mezza è stata solo domenica scorsa).
Avevo tre obiettivi da conseguire, anche se ne avevo dichiarati soltanto due: arrivare e non arrivare ultimo. Poi in cuor mio ci tenevo a stare sotto le due ore. Alla fine il tempo ufficiale mi ha sorriso.


Qualche aneddoto. Seguendo i consigli del mio compare, mi sono portato dietro un “fruttino”, una sorta di marmellatina pronta all’uso, a base di mele (che schifo, a pensarci). Al 16-17esimo kmetro decido di darmi un po’ di zucchero. Scarto la confezione e comincio a sgranocchiare questo panetto di confettura. Risultato. Le mani mi si sono saldate dallo zucchero, e con la pioggia hanno formato una sorta di caramello che mi ha glassato le dita…
A metà poi, mi sono chiesto come mai i cavalcavia da quelle parti erano delle vere e proprie salite di montagna, prive di discesa. (almeno, non mi sono accorto che ci fosse anche la discesa). Mi hanno sfiancato.
Ancora. Perché gli spugnaggi, con un tempo del genere ? l’unica cosa di cui (credo) nessuno ha usufruito è proprio lo spugnaggio, essendo offerto gratuitamente dal cielo…

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